Viaggi in Vietnam

Vietnam

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Reso tristemente famoso da una guerra brutta, sporca e cattiva, il Vietnam può vantare in realtà una civilizzazione unica e gloriosa, paesaggi e siti naturali di grande attrattiva ed un popolo colto ed ospitale.  L’isolamento nel quale è venuto a trovarsi dopo la riunificazione del 1975 ha lasciato il posto ad una progressiva apertura, favorita dalla pace e dalla stabilità politica.  Ancora relativamente poco frequentato malgrado le sue ricchezze, questo paese incastonato tra due delta, scintillante di risaie, dal fascino e dalla bellezza leggendarie emana un profumo di autenticità che non mancherà di incantare il viaggiatore.
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VIAGGI E TOUR

VIETNAM
4 giorni / 3 notti
Soggiorno mare da € 360

Soggiorni mare in Vietnam

Lungo le coste vietnamite si possono trovare diverse spiagge bagnate da acque cristalline, lidi solitari e paesaggi paradisiaci. Con Dao è considerata una delle migliori del Vietnam, anche se Con Dao è in realtà un arcipelago di 16 isole sulla costa meridionale del Vietnam, noto per le sue barriere coralline, la variegata vita marina e le spiagge di sabbia soffice, questo sito è Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO. Sebbene conosciuta principalmente per i suoi affioramenti calcarei famosi in tutto il mondo, Ha Long Bay vanta un certo numero di spiagge, la più ovvia delle quali è Bai Chay.  

Phu Quoc, immersa nel Golfo di Thailandia a due passi dalla Cambogia è l'isola più grande e più occidentale del Vietnam. Mentre oltre la metà dell'isola comprende il Parco Nazionale di Phu Quoc, con una fitta giungla tropicale avvolta intorno a montagne panoramiche, le sue numerose spiagge rimangono l'attrazione principale.

Da Nang è stata classificata tra le più belle destinazioni balneari del Vietnam. Un tempo porto coloniale francese sulla costa centrale, la terza città più grande del Vietnam ospita anche alcune delle migliori spiagge del paese. Il mare del Vietnam ha qualcosa per tutti, dalle vivaci spiagge situate a breve distanza dalla città ai luoghi più appartati per gli appassionati di avventura. Altri luoghi per godersi il surf, il sole e la sabbia del Vietnam tra cui Nha Trang, Doc Let, Ho Coc, Mui Ne, Ly Son, Hoi An.
Paradisi Tropicali - Soggiorni Mare
VIETNAM
12 giorni / 11 notti
da € 1.080

Il Vietnam - Viaggia in Compagnia

Il Vietnam è un paese piacevole da visitare che sorprende il viaggiatore per la cordialità della sua gente, la sua atmosfera coloniale, il contrasto tra la vita frenetica delle città e la tranquillità delle campagne. Città pittoresche come Hanoi, costellata di templi, o le affascinati pagode e le case coloniali di Hue, bellezze naturali quali la baia di Halong e il delta del Mekong. Il tour prevede un itinerario diverso dai circuiti più classici, per scoprire di più e interagire di più. Come l'esperienza di bere un buonissimo caffè alla Vietnamita dopo un pranzo tradizionale presso una famiglia Thai a Mai Chau, o partecipare ad una cooking class, navigare alla scoperta del Mekong e di alcune delle sue gemme nascoste mentre gustate una deliziosa colazione galleggiante.

Viaggia in Compagnia - Parti da solo ma viaggi in compagnia! Un altro modo di viaggiare, divertente e stimolante per esplorare i sentieri del mondo facendo nuove conoscenze oppure insieme a vecchi amici. Dedicato a quel segmento sempre più crescente di viaggiatori che non hanno un compagno o una compagna di viaggio. Una proposta di viaggio che abbatte ogni barriera di età e favorisce nuove relazioni, all’insegna della curiosità e della scoperta, lungo itinerari che generalmente non si percorrono. Con questa formula di viaggio è possibile viaggiare da soli senza pagare il supplemento singola: se sei un viaggiatore singolo ma hai voglia di condividere la camera con un altro viaggiatore puoi scegliere l'opzione "Twin Share". Noi ci occuperemo di metterti insieme ad un altro viaggiatore indipendente, del vostro stesso sesso e possibilmente della stessa fascia d'età. Se non riusciremo ad accoppiarti con nessun altro viaggiatore il supplemento singola lo assorbiamo noi! 
Sostenibilità - ‘GO GREEN’ riduciamo drasticamente l’utilizzo delle bottiglie di plastica: durante il tour dotiamo i mezzi di trasporto di refill stations di acqua e ogni viaggiatore di una bottiglia in acciaio.  

Viaggi di Gruppo - World Heritage Site

ALLOGGI E HOTEL

INFORMAZIONI E NOTIZIE UTILI

VISTO E FORMALITA' D'INGRESSO

Per i cittadini italiani che si recano in Vietnam, è necessario essere in possesso di un passaporto con una validità residua di almento 6 mesi. E' inoltre necessario avere un visto di ingresso turististo; il visto può essere richiesto direttamente all'Ambasciata del Vietnam (a Roma in via di Bravetta 156, - 00164 Roma - tel 06.66160726 fax 06.66157520). Il visto può essere richiesto anche all'arrivo nel paese; in questo caso bisogna però essere in contatto con una agenzia di viaggi che deve espletare l'intermediazione ed avere con se delle fototessera. Sempre all'arrivo, il visitatore dovrà complilare un formulario (Arrival/Departure Card) che dovrà essere esibito alle autorità di polizia e che dvorà essere tenuto con se per tutto il soggirono in quanto dovrà essere ripresentato per l'uscita dal paese. Se si prevede, durante il viaggio, di uscire dal paese e poi rientrare, bisognerà procurarsi un visto con ingressi multipli.

TELEFONIA

Prefissodall'Italia:
0084-4 per Hanoi;
0084-8 per Ho Chi Minh City.
N.b.: gia dal 2008, tutti i numeri fissi sono stati modificati aggiungendo un 3 (in alcuni casi un 5) iniziale.
Nelle maggiori città e generalmente in tutto il paese, la copertura GSM è piuttosto buona, ma non sempre il servizio di roaming internazionale funziona bene; sia per le coperture che per le tariffe consigliamo di contattare il vostro gestore telefonico prima della partenza.
E' piuttosto semplice ed economico acquistare delle sim locali.

VALUTA

La moneta localeèil dongche non è convertibile fuori dal Paese. Indicativamente1 Euro corrisponde a circa 20.000 Dong.I dollari americani sono comunemente utilizzati, tranne che negli uffici pubblici.Anche gli euro iniziano adessere accettati ela stessa cosa vale per le maggiorni carte di credito, specialmente negli hotels, centri commerciali e ristoranti.

AMBASCIATA ED UFFICI CONSOLARI

Ambasciata d Italia in Vietnam
9, Le Phung Hieu Street– Hanoi.
Telefono (0084-4) 38256256 – 38256246. Fax (0084-4) 38267602.
Telefono di reperibilità per i casi d emergenza (per le ore notturne, il fine settimana e le festività):
Dal Vietnam 0903430950
dall Italia 0084 903430950.
E-mail: ambasciata.hanoi@esteri.it
consolare.hanoi@esteri.it

IGIENE, SALUTE E VACCINAZIONI

Ai cittadini italiani che si recano in Vietnam non è richiesta nessuna vaccinazione obbligatoria almento che non si giunga da paesi dove la febbre gialla è endemica. La situazione sanitaria, sosì come l'assistenza, non sono a livelli sufficienti;esiste il rischio di alcune infenzioni, specialmente intestinali, quindi si raccomanda fortemente di non bere acqua che non sia imbottigliata (nel paese l'acqua non èpotabile) o bevande con ghiaccio, di non mangiare frutta non sbucciata o verdura cruda, e di assicurarsi che il cibo (sia carne che pesce) siano ben cotti. Questo per alontanare il rischio diepatite A oltre a problematiche intestinali. Naturalmente, in accordo con il vs medico curante, alcune vaccinazioni potrebbero essere consigliate (ma non obbligatorie). Naturalmente, prima di partire, vi consigliamo di premunirvi di medicinali di prima necessità (aspirine, antibiotici, disinfettanti intestinali) in quanto spesso, alcuni medicinali locali possono essere contraffatti, e di procurarsi repellenti contro le punture di insetto.

FUSO ORARIO

La differenza di orario, con l'Italia, è di 6 ore in avanti rispetto la ns ora. Le ore diventano 6 quando da noi vige l'ora legale.

LINGUA

Il Vietnamita è la lingua nazionale. Nelle città e nelle principali aree turistiche è diffuso anche l'inglese. Molti vietnamiti, specialmente le persone adulte, conoscono anche il francese.

CLIMA - QUANDO ANDARE

A causa della sua estensione, nonostante il paese si trovi nella fascia subtropicale, le condizioni climatiche sono diverse e variano molto tra nord e sud. Anord, sulle montagne, possono verificarsi anche gelate ed a volte nevicate, mentre a sud, durante l'estate, si raggiungono i 40 gradi. I monsoni influenzano notevolmente il clima del paese; il monsone invernale che giunge tra ottobre e marzo, porta temperature fredde e umidità al nord, caldo invece al sud. Da aprile/maggio ad ottobreil monsone estivo porta temperature calde ed umide in tutto il paese, tranne che nelle aree protette dalle montagne. I periodi quindi di aprile, maggio e ottobre possono essere considerati dei periodi di transito tra una stagione e l'altra. Per quanto concerne le pioggie, spesso piuttosto violente e torrenziali, il periodo a maggior rischio va da luglio a novembre; c'è da dire che le aree interessate da questi fenomeni sono principalmente localizzate nel Vietnam settentrionale e nelle zone centrali del paese.

STRADE, DISTANZE E PERCORSI

Nel caso decidiate di guidare in Vietnam, dovrete far convertire la patente italiana in quella locale (la nostra infatti non è valida). Per coprire le lunghe distanze nel paese, è consigliabile spostarsi in aereo, sia per motivi di tempo/comodità, sia perchè le tariffa aeree sono solitamente a prezzi contenuti. Gli spostamenti in treni, salvo rare eccezioni, non sono comodi nè veloci. Sicuramente una soluzione ottimale è quella di noleggiare un auto con autista. Nelle città è facile spostarsi sia in taxi, moto-taxi e cyclò (i risciò locali); è però raccomandabile contrattare la tariffa prima.

ABBIGLIAMENTO

Sicuramente visto il tipo di viaggio, un abbigliamento comodo ed informale è quello da consigliare. Abiti leggeri di tessuti naturali (lino e cotone) ma anche scarpe comode. Naturalmente, vista la varietà di climi, anche un capo pesante (maglioni) e una giacca a vento possono essere necessari a seconda della regione in cui vi recate e al periodo dell'anno. Bisogna inoltre ricordarsi che nei siti religiosi è fondamentale avere abiti adeguati (nè troppo corti, nè troppo scollati) e trogliersi le scarpe. Naturalmente un impermeabile leggero può essere particolarmente utile in caso di pioggia.

CIBI E BEVANDE

La cucina vietnamita ha conquistato anche l occidente ed il viaggio è anche l occasione per una deliziosa avventura gastronomica. Si dice che nella cucina vietnamita sia presenti oltre 500 tipi di piatti. Il riso, "com"rimane sicuramente alla base della cucina locale, ma anche "pho" (zuppa tagliolini e riso) i "nem" (involtini primavera fritti) sono vari e gustosi. Verdure,pesce, carne e spezie; un vero trionfo di saporti ed odori. Una cucina ricca e variegata non mancherà di soddisfare il palato di ogni visitatore. Tra le bevande è diffusa sicuramente la birra, lo "xeo" (vino di riso) e poi naturalmente il tè. In Vietnam in caffè è molto amato e diffuso, ma ricordatevi di farlo diluire con acqua. Nel caso contrario vi ritrovereste a bere una bevanda talmente forte e dolce da lasciarvi come minimo traumatizzati!!

ELETTRICITA'

Solitamente l'elettricità è erogata a 220V ma può accadere anche di trovarla a 110V. Anche le prese elettriche possono essere di diverso tipo; di solito si trovano prese a due rebbi rotondi, ma non mancano anche quelle a due o tre lamelle piatte. E' quindi utilissimo avere con se un adattatore universale.

ACQUISTI

Dedicare almeno una mezza giornata allo shopping, durante la visita del paese, è quasi un obbligo. Si possono comprare davvero svariati oggetti; indumenti in seta, lanterne, ceramiche molto belle, tovaglie ricamate, mobili. Ed ancora oggetti in legno laccati, scatole con intarsi in madrperla, dipinti ad olio e tappeti. Nel paese non è difficile trovare oggetti risalente all'epoca delle guerre, ma attenzione, si tratta quasi sempre di riproduzioni o oggetti contraffatti.

INFORMATIVA OBBLIGATORIA

Comunicazione obbligatoria ai sensi dell'art. 17 legge 38/2006: "La Legge italiana punisce con la pena della reclusione i reati inerenti alla prostituzione ed alla pornografia minorile, anche se gli stessi sono commessi all'estero."

ALBUM FOTO

BLOG, RACCONTI E ARTICOLI

Il Grande Tempio Cao Dai, religione-macedonia per la pace e la tolleranza
Il Cao Dai o Caodaismo è un movimento religioso dalla storia molto recente, risultato della fusione di vari elementi originari di culti tradizionali sia orientali che occidentali, quali taoismo (da cui derivano i rituali occulti), confucianesimo (per i suoi precetti etici), buddismo (per concetti come il karma e la reincarnazione), e poi anche shintoismo, induismo, islam, ebraismo e cristianesimo. La gerarchizzazione interna è invece tipica della Chiesa Cattolica. Fondato nel 1926 dal funzionario dell'amministrazione coloniale francese Ngo Van Chieu, il Caodaismo è quindi un culto sincretista che si propone di riunire tutte le religioni per promuovere la pace e la tolleranza e venera un unico dio (che è il creatore di tutte le principali religioni) rappresentato come un occhio sinistro con il simbolo dello ying e dello yang nella pupilla.
La santa sede del Caodaismo si trova subito fuori Tay Nihn, non molto lontano da Ho Chi Min, nel sud del Vietnam. Il complesso, che include uffici amministrativi, alloggi per i religiosi e un ospedale dove viene praticata la medicina tradizionale vietnamita, basata sull'uso di erbe mediche, ospita il Grande Tempio del Cao Dai (Thanh That Cao Dai), costruito tra il 1933 e il 1955.
Strutturalmente il tempio ricorda molto una cattedrale cattolica, con la sua grande navata centrale che conduce all'altare e all'abside e le due navate minori ai lati, mentre la facciata è affiancata da due torri a pianta quadrata; dal punto di vista estetico però non potrebbe esserne più lontana, con decorazioni, sia all'interno che all'esterno, piuttosto stravaganti. Dalle colonne-drago ai cobra a sette teste, tutta la decorazione del tempio fa riferimento a complesse simbologie e numerologie, mentre per la scelta dei colori prevalgono il giallo, il blu e il rosso, rappresentanti rispettivamente buddismo, taoismo e confucianesimo.

La navata centrale è divisa in nove sezioni, ognuna delle quali termina con un piccolo gradino, a rappresentare i nove gradini della scala per il paradiso. Al termine della navata, in alto, si trova una cupola che rappresenterebbe il paradiso, e sotto di essa una sfera blu recante il simbolo dell'Occhio Divino.
Visitando il tempio non si vorrà certo perdere il momento della vera e propria cerimonia, da osservare nel massimo rispetto, con i fedeli che pregano seduti a terra in file ordinatissime e tutti vestiti nelle caratteristiche tonache bianche. I preti e gli ordinati di grado superiore hanno vesti colorate gialle, blu o rosse a seconda della loro inclinazione (blu per il pacifismo e il taoismo, giallo per la virtù e il buddismo, rosso per l'autorità e il confucianesimo), mentre i vescovi sono riconoscibili grazie al simbolo dell'Occhio Divino ricamato sulle vesti.

Ogni giorno si tengono quattro cerimonie, alle 6 del mattino, a mezzogiorno, alle 18 e a mezzanotte. Le cerimonie sono cantate e accompagnate da un'orchestra di dieci musicisti. Per entrare nel tempio bisogna vestire in maniera rispettosa, con gonne e pantaloni sotto al ginocchio, scoprire il capo e abbandonare le scarpe.
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La Festa della Luna ad Hoi An: un incantesimo di luci e colori
La città di Hoi An è situata nel Vietnam centrale, lungo il fiume Thur Bon, dove le sue case si specchiano a testa in giù. Nata come villaggio di pescatori, nel 1999 l UNESCO l'ha dichiarata Patrimonio dell Umanità.

Passeggiando per le sue vie, si ha la sensazione che il tempo si sia fermato: niente della città vecchia di Hoi An sembra esser cambiato rispetto al passato, quando la città era, grazie al suo vecchio porto, un importante centro commerciale, sopratutto negli anni tra il XVI e XVII secolo, quando era abitata da comunità cinesi, giapponesi, olandesi ed indiane. Proprio questa mescolanza di culture ha dato alla città il suo stile particolare, una commistione delle diverse influenze, come si può ben vedere nel caso del ponte giapponese collegato a una pagoda buddista, nel centro storico della città, ma anche più semplicemente nello stile architettonico delle abitazioni del quartiere vecchio: case con tetti in stile cinese e balconi in stile europeo e case colonnate di colore giallo, che ricordano lo stile coloniale francese. Sono inoltre riconoscibili le influenze giapponesi nella suddivisione degli spazi interni e così quelle cinesi nelle numerose lanterne rosse. Il centro è visitabile solo a piedi e gli sciami di scooter di Saigon e Hanoi qui sono off-limits, come anche le auto. Hoi An lascia la sensazione di essere un museo all aperto da esplorare a piedi o in bici, disseminato da antichi edifici, lambito da risaie che disegnano geometrie a perdita d occhio. Le vie sono ricche di botteghe e negozi dove si possono acquistare quadri, lanterne e le famose stoffe. La città sembra essere una calamita per i turisti che sono in cerca di storia, tranquillità, ma anche di magia. Ed è di notte che più si percepisce la vera magia di questa cittadina, che al calar del sole sembra davvero trasformarsi in un luogo magico fuori dal tempo, in particolare grazie alle suggestive atmosfere da universo fiabesco evocate dalle affascinanti lanterne illuminate. Queste meravigliose invenzioni sono fondamentali per un importante celebrazione: la festa della Luna, quando, nelle notti di luna piena, la città viene invasa da migliaia di lampioni artigianali. Ogni mese, il quattordicesimo giorno del ciclo lunare, il centro viene chiuso e la corrente elettrica viene sospesa dalle 18.30 alle 23.00 con lo scopo di far brillare queste lucciole colorate, realizzate con strisce di seta e asticelle di bambù. Le lanterne sono appese per le strade, fuori dai negozi, lungo i balconi. Sono leggere come palloncini e illuminano la notte con gentilezza, mosse appena dal vento.
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È una delle sette meraviglie naturali del mondo e si trova in Vietnam
Nell area vietnamita del Golfo di Tonchino, situato tra Vietnam e Cina, si apre un insenatura nota con il nome di Baia di Ha Long, termine vietnamita che si traduce come dove il drago scende in mare, in accordo con la leggenda per la quale fu proprio un drago a creare la baia. E andrà forse ad un drago allora il merito di aver creato una meraviglia tale da essere dichiarata, nel 1994, Patrimonio dell Umanità dall UNESCO. Del resto, con il suo sistema di isole e grotte, è innegabile il valore estetico, geologico e geomorfico del complesso, che ha guadagnato alla baia anche una nomina tra le sette meraviglie naturali dalla New7Wonders Foundation. Fanno infatti parte della baia circa 2000 isolette calcaree, molte delle quali sono cave e contenenti quindi grandi grotte carsiche. Le isolette si innalzano sul livello del mare e sono ricoperte da una fitta vegetazione, oltre ad essere abitate da animali quali antilopi, scimmie e iguane.Soltanto le due isole più grandi ospitano insediamenti fissi, oltre a strutture turistiche, mentre presso altre isole si sono sviluppati dei villaggi galleggianti di pescatori.Le isole variano per forma e dimensione, cosicché per i turisti è possibile visitare le grandi grotte - la più grande è quella di Hang Đầu Gỗ, con le sue tre camere ricche di stalattiti e stalagmiti - o ammirare lebellissime spiaggeche si trovano anche sulle isole più piccole.

Un altra peculiarità delle isole della baia, è la presenza di laghi di formazione carsica sulle isole calcaree, ovvero delle doline che riempitesi d acqua sono diventate dei laghi. Solo sull isola di Dau Be ad esempio, ce ne sono sei. Le bellezze della baia possono essere esplorate a bordo di un kayak o di una giunca, tradizionale imbarcazione bastimento in uso già dal 300 a.C..

La baia di Ha Long non è comunque l unica attrazione turistica del golfo di Tonchino, noto ai più per la rilevanza storica che esso ha acquisito all epoca della Guerra del Vietnam: se ci si sposta infatti nella zona cinese del golfo troviamo Hainan, isola cinese poco più grande della nostra Sicilia, assurta negli ultimi anni al ruolo di polo turistico internazionale. Votatasi al turismo solo alla fine degli anni ‘80, l isola si è poi rapidamente dotata di strutture lussuose e all avanguardia, crescendo prima come meta prediletta per la luna di miele delle coppie cinesi, ma diventando ben presto una destinazione internazionale che ha così attirato le più grandi e lussuose catene alberghiere mondiali.
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"Tet Trung Thu" - Festa di metà Autunno
Ogni anno, il quindicesimo giorno dell ottavo mese del calendario lunare si celebra la Festa di Metà Autunno, nota anche come la Festa della Luna in quanto segna la metà dell'autunno, la notte della festa la luna è piena e particolarmente bella, più rotonda e più brillante dell'anno. Le famiglie si riuniscono per stare assieme, ringraziare gli dei e gli antenati per l abbondanza del raccolto, la salute della famiglia, pregare che sia rinnovata anche l anno successivo o pregare di averne almeno un pò in futuro se l anno non è stato fortunato.
È una festa cinese e vietnamnita, anche se ha tradizioni differenti. Circolano varie e differenti leggende sulle origini della festività, ma la più diffusa è simile in entrambi i paesi. Riguarda una coppia molto innamorata: lei pura e bellissima e lui provetto arcere. Un funesto giorno nel cielo spuntarono dieci soli, causando immaginabili scomodità all umanità. L eroico arcere dalla perfetta mira scoccò nove frecce che uccisero nove palle di fuoco, una venne risparmiata per motivi pratici. L eroe ricevette una boccetta di elisir dell immortalità da un dio come ringraziamento, ma si rifiutò di farne uso perchè il contenuto era sufficiente solo per una persona e non volle affrontare un eterna immortalità senza la sua sposa. Un brutto giorno, brutto come ce ne sono solo nelle leggende, mentre lui nel bosco adempiva al virile compito di procacciare del cibo, un malvagio vicino in cerca dell elisir si intrufulò in casa e aggredì la moglie. Questa, non volendo che il malvagio mortale divenisse un immortale malvagio, ingurgitò l amaro calice e fluttò in cielo leggiadra . Straziata dal suo destino , rifiutò di dimorare con gli altri immortali e, per stare vicina al suo amore, andò a vivere sulla luna. L eroe, tornato a casa e scoperta la tragedia, preparò dolci e frutta e li espose in giardino come offerta alla sua amata. Gli abitanti del villaggio, saputo della disgrazia e del sacrificio della donna, fecero la stessa offerta, e continuarono a ripetere il gesto ogni anno.
Attualmente in Vietnam, la festa dura tre giorni, e culmina con una notte di luna piena. In questa occasione vengono preparate ed elaborate torte di luna, composizioni di frutta (fette di agrumi a forma di animali, per chiarire il livello di complessità) e si tengono riunioni familiari, ma i veri protagonisti della festa sono i bambini che per tre giorni, a qualsiasi ora ed in ogni luogo, eseguono la Danza del Drago. Per farlo, si muovono in gruppo. Uno indossa la maschera della testa di un drago, uno gli fa da coda, ed accompagnati da un esercito di coetanei armati di piatti e tamburi, danzano una serpetesca danza.Un altra leggenda della festa di mezz autunno riguarda un dragone che porta la pioggia per il raccolto, e i bambini, ondeggiando di casa in casa chiedono il permesso di esibirsi. In caso di risposta affermativa la danza porta buoni auguri ai padroni di casa e ricompense economiche ai ballerini.Ma gli adulti non vogliono sentirsi esclusi da questa usanza e mascherandosi da intrattentori per bambini, costruiscono palchi davanti a casa ed eseguono loro stessi le danze, indossando coloratissimi costumi e diventando per qualche ora l attrazione del vicinato, che ringrazierà portando cibo e bibite all evento.
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Le minoranze Etniche in Vietnam
Le regioni del nord e del centro sono il rifugio delle minoranze etniche che incontreremo nello straordinario Museo Etnico di Hanoi. Della minoranza Muong saremo anche ospiti.
Il gruppo etnico principale In Vietnam è quello dei Viet e, stando al censimento ufficiale del 1º aprile 1999, le etnie minoritarie contano il 13,8% della popolazione. Sono 53 i gruppi etnici minoritari vivono tuttora legati alle proprie tradizioni, alcuni producono e indossano costumi elaborati, professano la propria religione e parlano i loro dialetti. Coltivano la terra soprattutto riso secco e bagnato , tè, oppio, caffè, allevano animali da cortile e mucche, e sono dediti alla caccia. La pubblica proprietà non fa parte della cultura etnica e le terre appartengono a chi si è guadagnato il diritto di costruirvi sopra un'abitazione.
Sono popolazioni indipendenti e autonome e quasi tutti i governi hanno tentato di arruolarli nelle proprie file , prima i francesi poi gli americani per ultimo Ho Chi Minh. Durante la guerra del Vietnam molte minoranze furono arruolate e istruite dall esercito statunitense e finita la guerra alcune di queste tribù continuò ad osteggiare il governo con varie forme di protesta. Spesso sono considerate dal resto del paese come sovversivi , ma in realtà sono fra le popolazioni più svantaggiate sia economicamente sia per scolasticamente.
Il turismo può certamente aiutare quando non diventa stimolo per facili guadagni, quando non alimenta l accattonaggio e in modo particolare la prostituzione.
Molte agenzie locali si battono perché gli introiti siano gestiti in modo consapevole, per alimentare progetti di sviluppo, per l istruzione e la conservazione di un patrimonio irrinunciabile.
Cerchiamo di essere rispettosi e - ad esempio - non alimentare l elemosina offerta ai bambini, semmai offriamo il nostro aiuto a progetti rivolti all istruzione attaverso scuole ed enti benefici .Ecco alcune etnie
I Nung sono governati da un capo assistito da un consiglio degli anziani. La società è basata sul nucleo familiare, normalmente capeggiato dall'uomo. Sono noti in Vietnam per la loro esperienza centenaria nella produzione di pregevoli vestiari. Il loro abbigliamento quotidiano è costituito principalmente da un tipo di stoffa tinta nel cham ( indaco ), che simboleggia la pienezza della fede e diventò famoso quando fu indossato da Ho Chi Minh.
I Nung praticano una sorta di Sciamanesimo in cui sono combinate assieme diverse fedi religiose.I Dao provengono dal centro della Cina, vivono nel Nord ovest del paese. 650.000 persone. Coltivano riso in ampie terrazze , piante medicinali, alberi da frutta e sono abilissimi cacciatori. Professano una fede ancestrale detta ban ho e ricorrono alla medicina naturale cinese. Le donne usano copricapi rossi che le cui fogge cambiano a seconda della condizione anagrafica: le giovani annodato come fazzoletto, le donne in guisa di più strati ripiegati sulla testa.I H mong arrivano dalla Cina , contano circa 900.000 persone. Sono prevalentemente animisti, ricordano i morti con preghiere e altarini all interno delle abitazioni dove accendono incensi e fanno donazioni. Praticano la risicoltura, coltivano erbe medicinali, marijuana, legumi e allevano animali da cortile. La famiglia e le relazioni parentali sono punto focale della vita, hanno 4 o 5 figli e non si adeguano alle norme del controllo delle nascite vietnamita. Vivono in case di bambù e legno abbastanza grandi con due cucine, una per cucinare l altra per chiacchierare con la famiglia e con parenti e amici. Sposano molto presto e conservano ancora l usanza di trovarsi il sabato e domenica presso il mercato di sapa per gli incontri amorosi tra membri della stessa etnia.I Bahnar (o anche Ba Na) contano una popolazione totale di circa 175.000 persone. Parlano una lingua del ceppo linguistico Mon-Khmer. Come molti degli altri gruppi etnici degli altopiani centrali del Vietnam, i Bahnar suonano tantissimi strumenti musicali tradizionali, compresi i gong cinesi e gli strumenti fatti col bambù. Sono animisti e conservano il calendario di 10 mesi dedicati alla coltivazione e 2 mesi dedicati alla relazioni familiari quali nozze feste nascite.I Tay costituiscono il secondo più grande gruppo etnico del Paese dopo quello dei Viet
circa 1milione e mezzo di persone. sono stanziati a nord, nelle valli a ridosso dei numerosi monti della zona, in fertili pianure, i villaggi portano spesso il nome di un fiume o di un monte. Ogni villaggio ha 15 o 20 gruppi di case e gli abitanti praticano l'agricoltura, soprattutto coltivano il riso, il mais e le patate. Praticano il culto degli antenati e l animismo, ma nella loro religione convivono credenze buddiste taoiste e confuciane; l'altare per gli antenati di solito è collocato al centro della casa, è considerato sacro e agli invitati non è permesso sedersi di fronte ad esso.
La letteratura e l arte tay erano celebri fin dal XVI secolo.
Da "Libero Cammino"
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Suggestioni Antropologiche per un viaggio in Cambogia e Vietnam
Vietnam e Cambogia hanno plasmato l immaginario dei viaggiatori occidentali fin dai tempi della colonizzazione francese dell Indocina, che possiamo collocare temporalmente tra il 1858, epoca del primo intervento militare nella regione, e i trattati di Ginevra del 1954 che posero fine al dominio francese in loco. Nella letteratura coloniale, le commistioni tra natura e cultura, e la fascinazione esercitata dalle rovine archeologiche ‘riscoperte dagli esploratori coloniali – ma mai veramente abbandonate dalle popolazioni locali – hanno contribuito a costruire un immagine di cesura tra un passato maestoso rappresentato dalle vestigia architettoniche degli antichi templi, le città abbandonate e una malintesa primitività delle popolazioni contemporanee, viste non come eredi di quelle civiltà, ma come una sorta di involuzione socioculturale che con quel passato non ha nulla in comune. A questo immaginario, che è andato consolidandosi per tutta la prima metà del Novecento, si sono venuti a sovrapporre i conflitti e i genocidi che hanno interessato la stessa area nella seconda metà del Novecento, e che hanno contribuito ad acuire ulteriormente il senso di cesura tra passato e presente. A distanza di un secolo, cosa possiamo allora aspettarci da un viaggio che attraversi questi due paesi del Sud-est asiatico? Mi sento di incoraggiare coloro che visitano Cambogia e Vietnam in una direzione opposta a quella degli immaginari tradizionali, e che consenta di vedere, in tutta la loro complessità e suggestività, quanto esista un filo rosso che colleghi il passato al presente lungo un continuum di spazi e di incontri, oltre che di tempi. L influsso dell induismo sull intera penisola indocinese ha avuto come principale esito culturale, sul piano sociopolitico, l incorporazione della divinizzazione della figura del Monarca (rajadharma), testimoniato anche dall architettura presente nei templi pre-angkoriani ed angkoriani, che è tuttora parte del sentire comune dei cambogiani nei confronti del re. La regione ha visto inoltre la presenza costante di Giappone e Cina, colossi che attualmente stanno contribuendo, forse più del processo di occidentalizzazione di cui tanto si è parlato negli ultimi anni, a modificare ulteriormente gli scenari geopolitici, culturali e turistici. di questi due paesi. Il crescente turismo sessuale – piaga di cui spesso si parla e che viene sovente imputata solo esclusivamente alla presenza di turisti occidentali che pure costituiscono una larga fetta di pubblico, in questo senso – e la presenza sempre più massiccia di casinò, soprattutto in Cambogia, sono indicatori di questa influenza economica e culturale. Vorrei sottolineare come anche la storia contemporanea abbia contribuito a delineare gli immaginari turistici di Vietnam e Cambogia. Se per il primo, la presenza di un mercato abbondante di souvenir legati alla guerra del Vietnam ha contribuito a creare itinerari che ripercorrono quanto ripreso a più riprese dalla cinematografia, in Cambogia a lungo si è venuto a creare un duplice immaginario fatto, da un lato, di passato imponente e di civiltà antiche completamente cancellate, e dall altro dal regime genocidario che ha decimato la popolazione negli anni Settanta. Ma si è trattato veramente di un momento rivoluzionario che ha cancellato il passato? A ben vedere, come ci ricorda Matilde Callari Galli (1997), i vertici dei Khmer Rossi, guidati da Saloth Sar (meglio noto con lo pseudonimo di Pol Pot), avevano di fatto ripreso una gestione del potere che molto riprendeva la gerarchia classica dei monarchi Khmer, a dimostrazione di quanto alla fine le ideologie politiche si fossero innestate su un patrimonio culturale di gestione del potere politico che era preesistente. Siamo certi che ulteriori spunti alla scoperta verranno dalle vostre esperienze personali, come è giusto che sia. Perché il viaggio, qualunque esso sia, è un esperienza prima di tutto soggettiva, e ogni sguardo che viene riportato a casa, è quello giusto. Federica Ferraris Antropologa del Turismo per Darwin Viaggi
Letture suggerite Matilde Callari Galli, In Cambogia. Pedagogia del totalitarismo, Roma, Meltemi, 1997. Tiziano Terzani, Un indovino mi disse. TEA, 2014 (1995).
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