Patagonia express
La Patagonia è considerata da molti la terra della libertà e della solitudine più estreme ed è con questa idea che decidiamo di partire. Il nostro viaggio toccherà varie zone dell’Argentina e del Cile ma comprenderà anche questo lembo di terra così affascinante nel sud del mondo. Arriviamo a El Calafate dopo un viaggio estenuante via terra, ma ne vale la pena, perché la zona dei ghiacciai, primo fra tutti il famoso Perito Moreno, è incredibile, così come si rivela un’esperienza entusiasmante atterrare ad Ushuaia . Quando inizia la discesa, al di sotto delle nuvole, ci ritroviamo improvvisamente ad osservare intimoriti l’imponenza delle montagne che ci circondano. La neve ricopre le cime e, avvicinandoci sempre di più alla superficie, sotto i nostri occhi ci sembra di osservare una carta geografica: canali tortuosi che s’insinuano come dei serpenti nella terra. Siamo arrivati ad Ushuaia la città alla fine del mondo, come non credere a questa affermazione?! L’atmosfera che si respira ci fa immaginare come doveva essere quando arrivarono i primi coloni, galeotti obbligati a scontare qui la loro pena a vita. Non c’era nessuna possibilità o speranza di fuga in questo luogo così remoto ed ostile. Eppure ora noi riusciamo a goderci la bellezza del Parco della Terra del Fuoco anche se, i danni fatti dai castori, sono talmente evidenti da stravolgere il paesaggio circostante. Lasciamo Ushuaia per Punta Arenas, entrando così nella Patagonia cilena. Anche qui l’aspetto è quello di una cittadina “estrema”: al porto immense navi oceanografiche sono pronte a salpare per l’Antartide. Ci sembra di essere arrivati ad un punto al di là del quale non c’è più niente. Ed è un’ esperienza particolare anche il tragitto in bus fino a Puerto Natales: chilometri e chilometri di terra piatta e desolata, in cui la polvere penetra in ogni poro e la sensazione di essere abbandonati è tangibile. Da Puerto Natales visitiamo un altro parco che meriterebbe da solo un viaggio: il Parco Torres del Paine. Le possibilità di effettuare dei trekking sono le più disparate, se il tempo lo consente, ed infatti noi non siamo così fortunati e la pioggia non ci concede tregua per tutto il giorno. Quale migliore scusa per tornare nuovamente in Patagonia?!
Alessandra Rossi
